Donne, grammatica e media Cecilia Robustelli

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Donne, grammatica e media  by  Cecilia Robustelli

Donne, grammatica e media by Cecilia Robustelli
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Le donne «hanno fatto carriera». Arrivano in gran numero ai ruoli apicali. Eppure nellinformazione restano invisibili. Sono passati quasi trentanni dalle «Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana» di Alma Sabatini, e ilMoreLe donne «hanno fatto carriera». Arrivano in gran numero ai ruoli apicali. Eppure nellinformazione restano invisibili. Sono passati quasi trentanni dalle «Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana» di Alma Sabatini, e il giornalismo, con poche eccezioni, continua a definirle al maschile: può essere incinta, ma resta ministro.La discriminazione di genere che ancora oggi, e non solo in Italia, vede le donne in posizione di svantaggio rispetto agli uomini in campo lavorativo, economico, sociale, familiare, si manifesta anche nel modo in cui esse vengono descritte attraverso il linguaggio.

Anche i media continuano spesso a trasmettere limmagine di una società costruita al maschile: la donna appare come un essere inadeguato o addirittura inferiore rispetto alluomo, se ne sottolineano i tratti fisici o della vita privata più del peso sociale e politico, la si definisce tranquillamente al maschile se riveste un ruolo di rilievo in campo istituzionale o professionale.

La donna può essere una velina, una casalinga, o anche una dottoressa, ma solo raramente, unarchitetta, una chirurga o una prefetta.Questo lavoro presentato dallassociazione Gi.U.Li.A., intitolato «Donne, grammatica e media», è stato pensato per colmare una lacuna nelluso che linformazione fa della lingua italiana. Ripartendo dalle regole della grammatica. Contiene alcune importanti proposte operative, utili a far superare dubbi e perplessità circa ladozione del genere femminile per i nomi professionali e istituzionali «alti», suggerendo soluzioni di facile applicazione e di «buon senso», per usare le stesse parole dellautrice Cecilia Robustelli.Si può dire ministra?

E ingegnera? Esiste il femminile di questore? È meglio avvocata o avvocatessa? Forse è preferibile donna sindaco o donna ingegnere? E poi è proprio necessario usare sempre entrambe le forme, maschili e femminili, quando ci si riferisce a uomini e donne? Quindi è obbligatorio dire, per esempio, i consiglieri eletti e le consigliere elette sono stati invitati e sono state invitate a entrare? Oppure è preferibile i consiglieri e le consigliere eletti/e sono stati/e invitati/e a entrare? O è possibile fare laccordo solo al maschile: i consiglieri e le consigliere eletti sono stati invitati a entrare?Una guida consultabile da tutti, ma pensata soprattutto per giornaliste e giornalisti.

Affinché linformazione riconosca, rifletta e rispetti le differenze, a partire da un uso corretto del linguaggio. Cè una richiesta forte, che dalla società sale verso linformazione: aiutare il cambiamento culturale per fare dellItalia un paese egualmente per donne e per uomini. La cultura cambia e la lingua, soprattutto, evolve. Come ci spiega Nicoletta Maraschio, presidente onoraria dellAccademia della Crusca nella sua prefazione.

Il rischio per la nostra lingua è quello di continuare a trasmettere una visione del mondo superata, densa di pregiudizi verso le donne e fonte di ambiguità e insicurezze grammaticali e semantiche. Recentemente anche lAccademia della Crusca si è pronunciata in tal senso e vi ha dedicato numerosi interventi. Perché il femminile esiste, basta usarlo.



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